Associazione vittime eccidi nazifascisti di GRIZZANA MARZABOTTO MONZUNO  1944
Italiano

COMUNICATI STAMPA DELL'ASSOCIAZIONE

Comunicato stampa 03 febbraio 2012

L'Associazione Familiari ha appreso dell’emanazione della Sentenza della Corte internazionale di Giustizia dell’Aja in data odierna, che accoglie i ricorsi presentati dalla Germania contro le sentenze emesse dalla magistratura italiana, ivi inclusa la Corte di Cassazione. Nel accogliere i ricorsi dello Stato Tedesco la Corte al punto 104 invita i due Stati ad aprire un negoziato per risolvere la questione che rimane aperta sulle violenze commesse dalle truppe naziste.

La nostra Associazione fa appello al nostro Governo perché si possa aprire velocemente un confronto su questo tema, che coinvolge lo Stato Tedesco, ma che non può lasciare lo Stato Italiano ai margini, visto che è dall’occultamento dei fascicoli nel “Armadio della Vergogna” e dalla negazione della giustizia per una “Ragione di Stato” che anche oggi, si nega la possibilità di esercitare un diritto già sancito dalle sentenze emesse in Italia.

La nostra Associazione ricorda che il 17 aprile 2002 il Presidente della Repubblica Federale Tedesca Johannes RAU a San Martino di Caprara, insieme al Nostro Presidente Carlo Azeglio Ciampi, nell’incontrare i Familiari, pronunciò le seguenti parole : “L’egoismo nazionale doveva essere sostituito dalla cooperazione. Questa visione è diventata realtà. Possiamo essere grati e affermare con gioia che i nostri due Paesi hanno apportato un grande contributo e continuano ad apportarlo per costruire la nuova Europa. Vi ringrazio per aver fatto diventare Marzabotto un luogo che non divide Italiani e Tedeschi.

Quello che successe qui, fa parte della nostra storia comune ed è l’impegno per un futuro comune”.

E’ con quest’auspicio che chiediamo al Nostro Governo, di confrontarsi con le Associazioni familiari degli eccidi nazifascisti compiute negli anni 1944-1945, per riaffermare il diritto a veder riconosciuto i danni dell’occultamento dei fascicoli di indagine.

Marzabotto, 3 febbraio 2012

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Comunicato stampa del 9/9/2011
 

 

Dal 12 al 16 settembre si terrà presso la Corte internazionale di giustizia a L’Aia il dibattimento inerente il ricorso presentato dalla Germania contro l’Italia per le sentenze della nostra Corte di Cassazione in merito alle cause giudiziarie in corso relative a:

 

-   sfruttamento del lavoro coatto di oltre settecentomila internati militari e civili italiani deportati dopo l’8 settembre 1943,

-     eccidi compiuti dall’esercito tedesco contro i civili sugli Appennini nel corso della 2a guerra mondiale,

-   esecutività in Italia delle sentenze dei tribunali greci relative alla strage di Distomo.

 

La difesa dell’immunità degli stati trova la convergenza del governo tedesco e di quello italiano, che con un legge  del giugno 2010 sospende tutte le sentenze dei tribunali italiani fino al 31/12/2011, ribadita da una dichiarazione congiunta che affida al tribunale internazionale “il chiarimento su tale questione” contro la decisione della nostra massima Corte, che con chiarezza ha ribadito che gli stati non possono pretendere immunità quando commettono gravi crimini di guerra o crimini contro l'umanità.

 

Noi temiamo che con il processo a L’Aja si vogliano chiudere definitivamente i capitoli dolosi e dolorosi della nostra storia a cui non si è voluto per oltre sessantadue anni rendere giustizia.

I familiari delle vittime delle stragi nazifasciste di Marzabotto, Grizzana, Monzuno non potranno mai accettare,che la corte di Giustizia Internazionale cancelli i diritti acquisiti dai familiari attraverso le aule di Giustizia del nostro paese. Così come non potremmo mai perdonare il massacro di tanti civili innocenti , scoperto ,nell’ormai famoso “Armadio della Vergogna”,che per oltre 40 anni sono stati celati, nascosti, occultati, tutti i crimini commessi dai nazi-fascisti durante il periodo dell’occupazione.

Decine di migliaia di morti, e non si sa ancora esattamente quanti siano.

Critichiamo e condanniamo l’atteggiamento del governo tedesco, che rifiutando il riconoscimento delle responsabilità delle sue imprese e del nazismo antepone alla giustizia e alla storia degli individui gli interessi economici e le opportunità politiche. Nello stesso tempo critichiamo e condanniamo l’atteggiamento del governo italiano, che offende i suoi cittadini e la storia del Paese in nome della ragione di stato e sospende l’esecutività delle sentenze dei tribunali della Repubblica.

 

Ancora una volta la vicenda della deportazione per lavoro coatto e le stragi di civili sono oggetto di scambio in nome di interessi che nulla hanno a che fare con la dignità degli individui e delle nazioni.

 

Tutto questo è particolarmente grave nella comune dimensione europea e costituisce un’offesa a qualsiasi politica che sulla ”memoria” voglia costruire un patrimonio comune in grado di orientare e di essere di monito al presente, per preservarlo dagli errori e dalle tragedie del passato.

 

Ma c’è di più in questo processo che si apre a L’Aja, che va al di là dello spregio dei cittadini italiani e greci, macinati dalla guerra nazista e dalla real-politik di tutti i governi del dopoguerra, qualcosa su cui dobbiamo porre attenzione.

 

La corte è chiamata ad esprimere un giudizio e fare giurisprudenza sul delicato e decisivo confine fra diritto individuale e responsabilità istituzionale.

In discussione a L’Aia c’è in generale il principio dell’immunità degli stati oltre“il punto di rottura dell'esercizio tollerabile della sovranità“, un principio che attiene il diritto internazionale dei popoli nel presente.

 

Storia della nazione e dei suoi cittadini, diritti individuali e collettivi sono in discussione in una causa ignorata dai media e coperta dal silenzio degli stati.

 

Riteniamo indispensabile in questa occasione fare sentire la nostra protesta e invitiamo quanti provano la nostra stessa preoccupazione ed indignazione a fare sentire la loro voce in tutte le sedi che giudicheranno più opportune

09/09/2011

                                                                            

 Claudio Sommaruga, Valter Merazzi, Maura Sala, del  Centro di ricerca "Schiavi di Hitler"   e Valter Cardi Presidente dell'Associazione Familiari .

 vedi sito  : www.schiavidihitler.it

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Comunicato stampa del 19 Luglio 2010.
 
L'Associazione Familiari delle vittime della strage nazifascista di Grizzana - Marzabotto e Monzuno 1944,  rileva che sono state inserite queste norme in sede di conversione AL DECRETO-LEGGE 31 MAGGIO 2010, N. 78  decreto relativo alla manovra di Bilancio appena approvato al Senato. Sono state stanziate cifre di circa 20 milioni di Euro  nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarieta` internazionale tra le giovani generazioni, con un corso di formazione a carattere teorico e pratico tenuto dalla nostre Forze Armate.
Considerando che non è chiaro quali siano gli strumenti didattici per un corso pratico sui valori della Pace, tenuto conto che poi l'Attestato di frequenza può dare crediti formativi nelle università, non si capisce perchè queste formazioni e finanziamenti non siano stati affidati direttamente alla Pubblica Istruzione, sicuramente deputata meglio alla formazione delle giovani generazioni.
L'Associazione Familiari  delle vittime della strage nazifascista di Grizzana - Marzabotto e Monzuno 1944, rivolge un appello ai Parlamentari  perchè dopo avere approvato il decreto nr. 63/2010 che ha di fatto bloccato i risarcimenti nei confronti dello Stato Tedesco, non lascino sprecare circa 20 milioni di euro, ma li usino a copertura, integrandoli con il giusto valore del danno, per approvare  finalmente una legge nazionale che riconosca il danno da occultamento dei fascicoli nell'armadio della Vergogna ai sopravissuti e familiari delle vittime, che hanno subito dolore e disagi causa i lutti subiti.  

Di seguito le norme approvate. 

«5-bis. Nell’ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e della

cultura della pace e della solidarieta` internazionale tra le giovani generazioni,

e` autorizzata la spesa di euro 6.599.720 per l’anno 2010, euro

5.846.720 per l’anno 2011 ed euro 7.500.000 per l’anno 2012, per l’organizzazione

da parte delle Forze armate, in via sperimentale per un triennio,

di corsi di formazione a carattere teorico-pratico, tendenti a rafforzare

la conoscenza e la condivisione dei valori che da esse promanano e che

sono alla base della presenza dei militari italiani di tutte le componenti

operative nelle missioni internazionali. I corsi, di durata non superiore a

tre settimane, si svolgono presso reparti delle Forze armate, secondo le

priorita` stabilite dal decreto di cui al comma 5-sexies, e sono intesi a fornire

le conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale di difesa

della Patria, le attivita` prioritarie delle Forze armate, in particolare nelle

missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali,

di contrasto al terrorismo internazionale e di soccorso alle popolazioni locali,

di protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di

concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di pubblica

calamita` e in altri casi di straordinaria necessita` e urgenza.

Dell’attivazione dei corsi e` data notizia mediante pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale, serie speciale concorsi ed esami, e nel sito istituzionale del Ministero della difesa.

 

5-ter. Possono presentare la domanda di partecipazione ai corsi di cui

al comma 5-bis i cittadini italiani, senza distinzione di sesso, in possesso

dei seguenti requisiti: eta` non inferiore a diciotto anni compiuti e non superiore

a trenta anni compiuti; godimento dei diritti civili e politici; idoneita`

all’attivita` sportiva agonistica; esito negativo agli accertamenti diagnostici

per l’abuso di alcool, per l’uso, anche saltuario od occasionale,

di sostanze stupefacenti, nonche´ per l’utilizzo di sostanze psicotrope a

scopo non terapeutico; assenza di sentenze penali di condanna ovvero di

procedimenti penali in corso per delitti non colposi, di procedimenti disciplinari

conclusi con il licenziamento dal lavoro alle dipendenze di pubbliche

amministrazioni, di provvedimenti di proscioglimento da arruolamenti,

d’autorita` o d’ufficio, esclusi i proscioglimenti per inidoneita` psico-fisica;

requisiti morali e di condotta previsti dall’articolo 35, comma 6, del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Alla domanda di partecipazione

gli aspiranti devono allegare la certificazione relativa all’idoneita` all’attivita`

sportiva agonistica e all’esito negativo degli accertamenti diagnostici

di cui al primo periodo del presente comma, nonche´ la scheda vaccinale

rilasciate da struttura sanitaria pubblica o convenzionata con il Servizio

sanitario nazionale. Nella medesima domanda gli aspiranti possono indicare

la preferenza per uno o piu` reparti tra quelli individuati annualmente

per lo svolgimento dei corsi, nei quali sono prioritariamente destinati, in

relazione alle disponibilita`. I giovani sono ammessi ai corsi nel limite

dei posti disponibili e previo superamento di apposita visita medica.

 

5-quater. I giovani ammessi ai corsi assumono lo stato di militari,

contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla durata del

corso, e sono tenuti all’osservanza delle disposizioni previste dagli ordinamenti

di Forza armata. Durante i corsi i frequentatori fruiscono, a titolo

gratuito, degli alloggi di servizio collettivi e della mensa.

5-quinquies. Al termine dei corsi, ai frequentatori e` rilasciato un attestato

di frequenza, che costituisce titolo per l’iscrizione all’associazione

d’arma di riferimento del reparto di Forza armata presso il quale si e`

svolto il corso, nonche´, previa intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’universita`

e della ricerca, per il riconoscimento di crediti formativi nei

segmenti scolastici in cui sia possibile farvi ricorso. All’attestato di frequenza

non puo` essere attribuito alcun valore o punteggio utile nei concorsi

per il reclutamento del personale delle Forze armate.


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comunicato stampa 3 luglio 2010
Associazione Familiari delle Vittime degli eccidi nazifascisti di Grizzana-Marzabotto-Monzuno 1943-1944
  
SABATO 3 LUGLIO 2010  - ORE 9,00 - 13.00 PRESSO IL TEATRO DI MARZABOTTO

Si è svolta  l'assemblea  dei FAMILIARI  con  all'ordine del giorno:

Bilancio Associazione e attività.
Informativa sullo stato delle cause legali civili per il danno da  occultamento dei fascicoli nell'"armadio della vergogna", responsabilità dello Stato Tedesco ed effetti del decreto 63/2010 appena emanato dal Governo Italiano e convertito in legge definitivamente in data 16 giugno 2010.
I familiari ribadiscono la protesta contro l'approvazione del decreto nr. 63/2010 e hanno dato mandato ai propri legali di approntare tutte le strade percorribili per abrogare il decreto approvato dal Parlamento, in quanto in un colpo solo si sono azzerati anni di indagini svolte dalle Procure MIlitare e si è sospeso il diritto alla esecuzione delle sentenze emesse dai Tribunali Italiani. Inoltre l'Associazione si farà promotrice di ogni iniziativa che possa portare nel nostro Parlamento alla approvazione di una legge per il riconoscimento del danno da occultamento dei fascicoli nell'Armadio della Vergogna, per tutti i familiari di tutte le stragi naziste effettuate nella seconda Guerra Mondiale. E insieme alla altre Associazioni Familiari hanno indetto una conferenza Stampa in Data:
Mercoledì 7 luglio  2010 dalle ore                   13.30 alle ore 14.30  

Luogo: Sala MAPPAMONDO – Palazzo Montecitorio, Roma.  

Titolo: “Un diritto sospeso in uno stato di diritto. Gli effetti della Legge 23 giugno 2010 n. 98”

Relatori:  

RELATORI E/O PARTECIPANTI ESTERNI

VANNINO CHITI VICEPRESIDENTE DEL Senato


LAURA GARAVINI  DEPUTATO - XIV COMMISSIONE UNIONE EUROPEA *

GIANLUCA BENAMATI  DEPUTATO - X COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE *

ANDREA SPERANZONI  AVVOCATO

VALTER CARDI  PRESIDENTE DELL’ ASSOCIAZIONE VITTIME ECCIDI NAZIFASCISTI DI GRIZZANA MARZABOTTO MONZUNO 1944 *

MICHELE SILICANI   SINDACO DI S. ANNA DI STAZZEMA *

ALESSANDRO MANNI SINDACO DEL COMUNE DI SAN GODENZO – FIRENZE *

MANRICO BONETTI AVVOCATO

GILBEROTO PAGANI AVVOCATO

VIRGINIO MEROLA PRESIDENTE CONS. PROVINCIA DI BOLOGNA

ROMANO FRANCHI SINDACO DI  MARZABOTTO

ITALO ROVALI ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME ECCIDIO DI CERVAROLO (RE);

ROBERTO TINCANI ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME ECCIDIO DI MONCHIO (MO);

DEMOS MALAVASI  PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI MODENA;

ANTONELLA MICELE PRESIDENTE CONSIG. COMUNALE Casalecchio di Reno BO

MARCELLA DE NEGRI ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME ECCIDIO DI CEFALONIA;

BRUNO MONTI ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME CASALECCHIO DI RENO;

GIANLUCA LUCCARINI ASSOCIAZIONE VITTIME ECCIDI NAZIFASCISTI DI  MARZABOTTO GRIZZ. MONZUNO-

SANDRO VILLANI  PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ACQUI ROMA

GIOVANNA GAZZETTA ECCIDIO DI BORGO TICINO (NO)

MADDALENA GAZZETTA ECCIDIO DI BORGO TICINO (NO)

ARMANDO TINCANI ORFANO DI GUERRA

FERRARINI FIORELLA ANPI MODENA

MARISA FERRO  ANPI

CARLA ARGENTON  ANPI

ANDREA LIPAROTO ANPI

 

* RELATORI


Argomento della conferenza: Con la Legge 23 giugno 2010 n. 98 viene sospeso e reso ineseguibile il risarcimento del danno liquidato dalla Suprema Corte di Cassazione italiana a favore dei superstiti e dei familiari delle vittime delle rappresaglie nazifasciste durante l’ultimo conflitto mondiale e dei deportati nei campi di lavoro in Germania.

Lunghi percorsi giudiziari terminatosi positivamente a sessant’anni dai fatti con numerose condanne all’ergastolo di imputati per troppo tempo impuniti, vengono contrastate con una legge iniqua e ingiusta.

Con questa legge si sospenderanno tutti quei titoli esecutivi nei confronti di Stati esteri o di organizzazioni internazionali nel caso in cui sia pendente un giudizio innanzi alla Corte internazionale di giustizia, diretto all'accertamento dell'immunità dalla giurisdizione italiana. Insomma, si interromperanno fino al 2011 tutti quei contenziosi, tuttora in corso ed in fase di instaurazione che hanno già dato luogo a sentenze per il riconoscimento dei diritti risarcitori ai familiari delle vittime di crimini avvenuti negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale. Episodi che hanno segnato il nostro Paese, dalle fucilazioni indiscriminate alle rappresaglie ed eccidi perpetrati in tutto il territorio nazionale, specialmente in Toscana ed in Emilia Romagna dove tra il marzo e il settembre del 1944, nella sola zona di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema Civitella Val di Chiana (AR), Vallucciole, San Godenzo (FI),  Monchio (MO), Cervarolo (RE) Tavolicci furono trucidati oltre 2500 civili.

Saranno presentate durante la conferenza stampa le posizioni delle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi nazifasciste e dei rappresentanti delle Istituzioni locali interessate alla questione della Legge 23 giugno 2010 n. 98 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 aprile 2010, n. 63, recante disposizioni urgenti in tema di immunità di Stati esteri dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all'estero.

In particolare, durante la conferenza stampa sarà presentata la richiesta di approvazione in tempi rapidi del disegno di legge (A.C. 2504) sulleMisure di equa riparazione a favore delle vittime delle stragi nazifasciste delle quali sia stata rinvenuta documentazione negli archivi della Procura generale militare di Roma, e delle vittime di altre stragi simili perpetrate durante la seconda guerra mondiale”. 

 
 

 
 
Associazione Familiari delle Vittime degli eccidi nazifascisti di Grizzana-Marzabotto-Monzuno 1943-1944

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Comunicato stampa 19 giugno 2010

In Risposta alla Approvazione del decreto nr. 63 convertito
in legge in data 16 giugno 2010, L'Associazione Familiari
convoca tutti i Superstiti e i familiari :
SABATO 3 LUGLIO 2010 - ORE 9,00 - 13.00 PRESSO IL TEATRO DI
MARZABOTTO
e' convocata l'assemblea dei Superstiti e FAMILIARI con
all'ordine del giorno:

Informativa per il danno da occultamento dei fascicoli di
indagine nell'"armadio della vergogna", responsabilità
dello Stato Tedesco ed effetti del decreto 63/2010 appena
emanato dal Governo Italiano e convertito in legge
definitivamente in data 16 giugno 2010. Il Decreto sospende
fino al 31 dicembre 2011 tutti i titoli esecutivi
riguardanti i risarcimenti nei confronti dello Stato
Tedesco. L'Associazione esprime la protesta per
l'approvazione del decreto e si auspica che venga finalmente
presa in considerazione la proposta di una legge che
riconosca il danno da occultamento dei fascicoli
nell'"armadio della vergogna" a livello nazionale.


Associazione Familiari delle Vittime degli eccidi
nazifascisti di Grizzana-Marzabotto-Monzuno 1943-1944

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Appello al Presidente  della Repubblica Italiana relativamente al decreto nr. 63/2010 inviato in data 24 maggio 2010.

Il Presidente  
Marzabotto   24/05/2010

 

Al Presidente della Repubblica Italiana

 On. Giorgio NAPOLITANO 

Palazzo del Quirinale

                                                                                                              00187 ROMA
 

Signor Presidente,

 

innanzi tutto vogliamo ringraziarLa per il tempo che vorrà dedicarci leggendo questa lettera, già così esaudirà il nostro desiderio.

Vogliamo scusarci per il disturbo che potremmo arrecarLe e per il tempo che sottrarremo ai Suoi sicuri impegni.

Come superstiti e familiari delle vittime delle stragi nazi-fasciste di Marzabotto, Grizzana Morandi, Monzuno e come cittadini Le porgiamo il nostro saluto e vogliamo stringerci intorno a Lei per dirLe che non possono essere dimenticate le decine di migliaia di vittime innocenti delle centinaia di stragi di civili, ed al nostro bisogno di verità e di giustizia ancora dopo 65 anni.

Certi della Sua piena conoscenza degli omicidi aberranti, che afflissero dal 29 settembre 1944 al 20 ottobre 1944 più di 800 persone( la più grande strage in Europa Occidentale di civili, in prevalenza donne, bambini e anziani inermi) e delle risultanze dei lavori svolti dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sull’ormai noto ‘Armadio della Vergogna.

Sono passati parecchi anni, consumati con l’entusiasmo e l’impegno nel portare avanti una straordinaria causa di giustizia e verità in favore delle varie comunità offese dalla barbarie e dalla giustizia negata.  Per non dimenticare ciò che successe allora.

 

Abbiamo appreso che il Consiglio dei Ministri ha approvato un DL 63 del 29/04/2010, l’articolo 1 del disegno di legge recante la sospensione dell’efficacia dei titoli esecutivi a seguito di misure conservative adottate dalla corte internazionale di giustizia.

 

L'Associazione Familiari ha appreso della emanazione del Decreto Legge nr. 63/2010, recante disposizioni urgenti in tema di immunità di Stati esteri dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all'estero, emanato in data 28 aprile 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 29 aprile 2010 con scadenza di conversione in legge entro il 28 giugno 2010. Questo decreto il cui Art 1  blocca anche L'Associazione Familiari delle vittime della strage di Monte Sole che dopo aver completato i tre gradi di giudizio dell'Iter penale presso la Corte Militare italiana, ha intenzione di agire nei confronti dello Stato tedesco per il riconoscimento del danno.

Riteniamo questo Decreto Legge un provvedimento grave, perchè crea una sospensione dello Stato di diritto, soprattutto dopo 65 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, inoltre l'Associazione Familiari si chiede anche, visto che nel 1960 sono stati archiviati i fascicoli "nell'armadio della vergogna", dove siano stati versati i rimborsi che la Germania asserisce di aver già versato, visto che ai familiari delle vittime, per la perdita dei propri cari non è mai stato riconosciuto nulla.

Facciamo Appello a Lei e al nostro Parlamento perché non approvi questo decreto legge, ma trasformi questa occasione per approvare una legge che dia Giustizia a tutte le Vittime delle stragi naziste, riconoscendo il danno da occultamento nell’armadio della vergogna.

 

Signor Presidente é di questo che vogliamo parlarLe ed è questo l’argomento sul quale vogliamo richiamare la Sua attenzione.

Signor Presidente, grazie per averci ascoltato, grazie per il tempo che ha voluto dedicarci e grazie per quanto vorrà e potrà fare.

    

In attesa di sue cortesi notizie e auspicando di poterla incontrare le inviamo il nostro più Cordiale Saluto.

                                                                                                Valter Cardi  

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Comunicato Stampa del 15 maggio 2010.

L'Associazione Familiari ha appreso della emanazione del Decreto Legge  nr. 63/2010, recante disposizioni urgenti in tema di immunità di Stati esteri dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all'estero , emanato  in data 28 aprile 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data  29 aprile 2010 con scadenza di conversione in legge entro il  28 giugno 2010.   Entrando nel merito, si rileva che l'articolo 1, al comma 1, dispone la sospensione dell'efficacia dei titoli esecutivi nei confronti di Stati esteri o di organizzazioni internazionali nel caso in cui sia pendente un giudizio innanzi alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, diretto all'accertamento dell'immunità dalla giurisdizione italiana. Tale giudizio deve avere ad oggetto controversie oggettivamente connesse ai titoli esecutivi.E' da ricordare che la nuova disposizione, già entrata in vigore, ha un'immediata ricaduta sul noto contenzioso italo-tedesco.  Allo stato, è infatti pendente all'Aja un ricorso tedesco che contesta all'Italia di aver violato i suoi obblighi verso la Germania in base al diritto internazionale, dal momento che la magistratura, ivi inclusa la Corte di Cassazione, ha sinora negato la sussistenza dell'immunità giurisdizionale ed ha proceduto in via esecutiva e cautelare. Questo decreto blocca anche   l'Associazione Familiari delle vittime della strage di  Monte Sole che dopo aver completato i tre gradi di giudizio  dell'Iter penale presso la Corte Militare italiana, ha intenzione di agire nei confronti dello Stato tedesco per il riconoscimento del danno. Riteniamo questo Decreto Legge un provvedimento grave, perchè crea una sospensione dello Stato di diritto, soprattutto dopo 65 anni dalla fine della seconda guerra mondiale , inoltre l'Associazione Familiari si chiede anche, visto che nel 1960 sono stati archiviati i fascicoli "nell'armadio della vergogna", dove siano stati  versati i rimborsi che la Germania asserisce di aver già versato, visto che ai familiari delle vittime, per la perdita dei propri cari  non è mai stato riconosciuto  nulla. Facciamo Appello al nostro Parlamento perché non approvi questo decreto legge, ma trasformi questa occasione per approvare una legge che dia Giustizia a tutte le Vittime delle stragi naziste, riconoscendo il danno da occultamento nell’armadio della vergogna. 

Associazione Familiari vittime delle stragi nazifasciste di Grizzana Marzabotto e Monzuno - 15 maggio 2010.

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