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18:45 21 LUG 2010  new

(AGI) - Berlino, 21 lug. - La vicenda dei risarcimenti tedeschi alle famiglie delle vittime delle stragi naziste resta aperta. La Corte internazionale di Giustizia de L'Aja ha dichiarato "inammissibile" la richiesta italiana di indennizzi da parte della Germania per i massacri commessi il 29 giugno 1944 a Civitella, Cornia e San Pancrazio, nei pressi di Arezzo. La decisione dei giudici e' stata presa con una schiacciante maggioranza di 13 voti contro uno in favore delle posizioni sostenute dal governo tedesco, che rifiuta ogni indennizzo a carattere individuale per le vittime delle rappresaglie naziste in Italia. La Corte internazionale di Giustizia ha riconosciuto che la Germania, in base ad un accordo bilaterale del giugno 1961, aveva gia' versato al governo italiano dell'epoca riparazioni per un ammontare complessivo di 40 milioni di marchi, circa 20 milioni di euro. Con quel risarcimento venivano chiuse tutte le pendenze della Germania, come Stato successore del Terzo Reich, nei riguardi delle stragi compiute in Italia dai soldati tedeschi nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Sulla base di questo accordo la Germania si e' sempre rifiutata di accogliere le successive richieste individuali di risarcimento, come quelle presentate da due familiari delle 203 vittime uccise dai militari tedeschi nei villaggi situati nei pressi di Arezzo.
Dopo questa sentenza emessa dai giudici dell'Aja, l'Italia ha adesso 14 giorni di tempo per presentare appello.
Nel 2008 la Corte di Cassazione aveva condannato la Germania al pagamento di un milione di euro ai parenti delle vittime dei massacri compiuti dalla Wehrmacht a Civitella e negli altri villaggi vicini. Il governo tedesco aveva fatto appello contro la sentenza, ma l'Italia aveva proceduto al sequestro cautelativo dei proventi della vendita dei biglietti della Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche, sulle tratte italiane, e avviato la confisca di "villa Vigoni", su lago di Como, proprieta' dello Stato tedesco. La faccenda, pero', non e' chiusa. La richiesta italiana era in realta' un contro-ricorso presentato da Roma alla citazione in giudizio proposta da Berlino dopo che lo Stato italiano aveva avviato il procedimento di sequestro di "Villa Vigoni",proprieta' tedesca sul lago di Como. "Resta in piedi il ricorso tedesco -spiega l'avvocato Roberto Alboni, legale di una delle famiglie che hanno chiesto il risarcimento e nipote egli stesso di una delle vittime della strage di Civitella- che potrebbe anch'esso essere dichiarato irricevibile". La Corte, infatti, ha giurisdizione solo per i fatti accaduti dopo il 1961, anno della sua istituzione. "Se si arrivasse all'accoglimento del ricorso tedesco", ha aggiunto, "l'Italia si troverebbe a non poter applicare una sentenza emessa dalla Cassazione".
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In Parlamento giace un disegno di legge presentato nel giugno 2009 riguardante le misure di equa riparazione a favore delle vittime delle stragi nazifasciste

La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha respinto il ricorso presentato dall'Italia che chiedeva alla Germania indennizzi alle vittime italiane dei crimini compiuti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Il ricorso è stato respinto con 13 voti su 14. Per i giudici internazionali la richiesta italiana ‘è irricevibile'. A questa sentenza l'Italia potrà fare appello entro il 14 gennaio prossimo. La Germania di fatto, ha ottenuto un grosso successo in quanto si era rivolta alla Corte ONU nel 2008 dopo che una sentenza della Corte di Cassazione italiana, nello stesso anno, aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime il diritto a ottenere indennizzi individuali da parte della Germania. In particolare ai familiari di alcune vittime di una strage compiuta il 29 giugno 1944 quando 203 civili vennero massacrati dai soldati dell'esercito del Terzo Reich, a Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio, in Toscana. L’Alta corte italiana aveva quantificato l’indennizzo a circa 800mila euro. La cancelleria tedesca sulla base di un accordo del 1961, ha versato all'Italia un risarcimento per i danni di guerra una tantum pari a 40 milioni di vecchi marchi. Dopo di che ha negato ogni ulteriori indennizzo. Il successo acquisito ha una valenza particolare in quanto stoppa una possibile ‘corsa’ all’indennizzo se la sentenza, emessa da una corte internazionale, fosse stata sfavorevole. Commentando le determinazioni della Corte Internazionale l'avvocato Roberto Alboni, che per conto di un gruppo di familiari della strage di Civitella aveva richiesto l’indennizzo alla Germania, ha affermato: “Non è stato un successo della Germania, ma solo un passaggio tecnico che nulla cambia sul fronte degli indennizzi”. “In sostanza è solo un pronunciamento giurisdizionale. L'Aja ha dichiarato ‘irricevibile’ il ricorso dell'Italia verso la Germania, ma non si è pronunciata nel merito”, ha spiegato Alboni che ha concluso sottolineando come. “che sia la Germania o che sia l'Italia, alla fine di questa vicenda qualcuno pagherà e dovrà risarcire le famiglie delle vittime”. Il riferimento è al dibattito in corso, fuori del Parlamento per ora, dove è in discussione un disegno di legge presentato alla Camera nel giugno 2009 riguardante le misure di equa riparazione a favore delle vittime delle stragi nazifasciste. Un progetto di legge non ancora calendarizzato e di cui è il primo firmatario il deputato del Pd, Gianluca Benamati. Presentando il disegno di legge Benamati a suo tempo aveva sottolineato che: “esso si propone di superare il grave ritardo scontato dalle inchieste, che nel passato ha pregiudicato l'esito delle indagini con evidenti difficoltà nell'accertamento delle responsabilità”. Il disegno di legge dispone anche l'istituzione di un fondo a favore della conservazione della memoria storica di quegli eventi con attività di ricerca storica, azioni di supporto alla manutenzione e custodia di opere dedicate alla memoria delle stragi e diffusione della conoscenza storica nelle scuole. In virtù di questo il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, sempre del Pd, ha proposto l’istituzione di un museo per ricordare le stragi nazifasciste in Italia. Chiti ha anche individuato un possibile luogo in cui costituirlo: l'Altare della Patria a Roma. Sono 695 le stragi compiute dai nazifascismi documentate negli archivi militari della Procura generale militare di Roma e rinvenute nel 1994. Episodi che hanno segnato la storia moderna dell’Italia: dalle fucilazioni indiscriminate alle rappresaglie ed eccidi perpetrati in tutto il territorio nazionale, specialmente in Toscana ed in Emilia Romagna. Sono nomi tristemente noti quelli dove tra il marzo e il settembre del 1944, a Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Civitella Val di Chiana, Vallucciole, San Godenzo, Monchio, Cervarolo, Tavolicci furono trucidati oltre 2.500 inermi civili, donne, vecchi e bambini.
Ferdinando Pelliccia

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Resto del Carlino 10 luglio 2010
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